Cristiano Ciferri - Istituto Universitario “Don Giorgio Pratesi” (Soverato CZ)
Salesianum vol. 88 (2026) n. 2, 374-399
Section: Studia
Received: 2025-10-18 00:00:00 - Approved: 2025-12-30 00:00:00

Autori

Cristiano Ciferri - Istituto Universitario “Don Giorgio Pratesi” (Soverato CZ)

Sommario

Il contributo propone una lettura pedagogica del pensiero di Bernard Stiegler, mostrando come la sua “farmacologia” offra una prospettiva interessante e sfidante per ripensare l’educazione nell’era digitale. La tecnica, intesa come condizione costitutiva dell’umano, si rivela infatti pharmakon: insieme rimedio e veleno. L’articolo indaga il potenziale educativo di questa ambivalenza, esplorando la possibilità di un uso formativo della tecnologia dal suo interno, come cura (panser) e come pensiero (penser). Attraverso la valorizzazione della memoria, dell’attenzione e del desiderio, l’educazione diventa il luogo per una riappropriazione critica e creativa del digitale, capace di contrastare la “proletarizzazione cognitiva” e di promuovere un “reincantamento” del mondo. La relazione educativa si configura così come pratica filosofica ed estetica orientata alla cura del sé ed alla costruzione di comunità responsabili del futuro, in una prospettiva di ecologia del digitale e di speranza antropologica.

Parole chiave

Tecnica e tecnologia | Educazione digitale | Pharmakon | Pratica filosofica | Cura

Abstract

The contribution offers a pedagogical reading of Bernard Stiegler’s thought, showing how his “pharmacology” provides an interesting and challenging perspective for rethinking education in the digital age. Technics, understood as a constitutive condition of the human, reveals itself as a pharmakon: both remedy and poison. The article explores the educational potential of this ambivalence, investigating the possibility of a formative use of technology from within, as care (panser) and as thought (penser). Through the cultivation of memory, attention, and desire, education becomes the space for a critical and creative reappropriation of the digital, aimed at countering “cognitive proletarianization” and fostering a “re-enchantment” of the world. The educational relationship thus appears as a philosophical and aesthetic practice oriented toward the care of the self and the construction of communities responsible for the future, from the perspective of digital ecology and anthropological hope.

Keywords

Technics and technology | Digital education | Pharmakon | Philosophical practice | Care