Azione e virtù: l’eredità di Aristotele e san Tommaso d’Aquino nella concezione del dovere morale di Elizabeth Anscombe
Action and Virtue: The Legacy of Aristotle and St. Thomas Aquinas in Elizabeth Anscombe’s Concept of Moral Duty
Salesianum vol. 88 (2026) n. 2, 248-272Section: Studia
Received: 2026-01-14 00:00:00 - Approved: 2026-02-24 00:00:00
Sommario
Il saggio analizza la critica di Elizabeth Anscombe al concetto di dovere morale, mostrando come essa non conduca necessariamente al soggettivismo o al relativismo spesso attribuiti all’etica della virtù. Dopo aver ricostruito la posizione di Anscombe nel saggio Modern Moral Philosophy, l’articolo chiarisce il legame tra l’abbandono del linguaggio del dovere morale e l’appello a una rinnovata filosofia della psicologia di ispirazione aristotelica. Attraverso un’analisi della teoria dell’azione sviluppata in Intention, si sostiene che la psicologia proposta da Anscombe non sia riducibile a una descrizione empirica dei fatti psichici, ma contenga elementi normativi centrali. In particolare, emerge una concezione della virtù in cui il concetto di dovere conserva un ruolo decisivo, sebbene distinto dal dovere morale inteso in senso moderno. Il saggio mostra inoltre l’influenza di Aristotele e di Tommaso d’Aquino su questa impostazione e conclude che la critica anscombiana al dovere morale non implica, in senso intrinseco, esiti relativisti ma è stata spesso fraintesa a causa di ambiguità nel suo concetto di legge.
Parole chiave
Virtù | Azione | Dovere | Morale | Fatto
Abstract
This paper examines Elizabeth Anscombe’s critique of the concept of moral obligation and argues that it does not intrinsically lead to the subjectivism or relativism often associated with virtue ethics. After reconstructing Anscombe’s position in Modern Moral Philosophy, the article clarifies the connection between her rejection of the modern notion of moral duty and her call for a return to an Aristotelian approach to moral psychology. By analyzing the theory of action developed in Intention, the paper shows that the kind of moral psychology Anscombe advocates cannot be reduced to a purely empirical account of mental states, but instead includes essential normative dimensions. In particular, it highlights a conception of virtue in which the notion of duty retains a central role, albeit one distinct from the modern understanding of moral obligation. The paper also emphasizes the influence of Aristotle and Aquinas on Anscombe’s thought and argues that her critique of moral duty does not entail relativism in itself, but has often been misunderstood due to ambiguities in her account of law.
Keywords
Virtue | Action | Duty | Morality | Fact
